Il bellissimo lupo solitario stava correndo al limitare del bosco: marcava il suo territorio, lo perlustrava alla ricerca di prede e di intrusi.
Era un periodo difficile: c’erano sempre meno prede e sempre più piccole, era costretto ad avvicinarsi sempre più spesso ai luoghi degli umani, e questo non gli piaceva.
Quei posti erano rumorosi, pregni di odori cattivi e movimenti inattesi, veloci e violenti: lo facevano sentire quasi come se la preda fosse lui.
Quando non trovava cibo cercava di sfamarsi con piante e bacche, ma a volte la fame era tale da costringerlo a rischiare.
Quel giorno era particolarmente affamato, a breve avrebbe rinunciato alla sua ricerca tra gli alberi per avvicinarsi alle case.
D’improvviso percepì un movimento: era qualcosa di piccolo ma vivo, non c’era vento e non riusciva a sentirne l’odore, ma pensò che potesse essere una piccola preda. In fondo non aveva un branco, si sarebbe accontentato di poco.
Restò fermo per individuare la sua preda, ma non sentì né vide nulla. Avrebbe aspettato, sapeva essere molto paziente.
***
La curiosa gatta nera si stiracchiò pigramente alzandosi dal suo angolino caldo. Le piaceva stare lì a oziare per un po’, ma si annoiava facilmente, così si diresse verso gli alberi un po’ distanti dalla casa di cui era ospite.
La sua natura pigra la portava ad apprezzare coccole e pasti gratis, ma il suo istinto di predatore la costringeva, di tanto in tanto, a procurarsi da sola il cibo.
Si addentrò leggermente tra gli alberi: non aveva paura di smarrire la strada, avrebbe saputo tornare indietro in ogni caso, ma preferiva restare dove i raggi del sole avevano scaldato un po’ il terreno. Vide al limitare del suo campo visivo uno scoiattolino che correva verso di lei. Restò immobile e non appena l’animaletto le passo avanti lo afferrò con gli artigli.
Proprio in quel momento percepì una presenza poco distante: era qualcosa di grande, ma non riusciva a capire cosa fosse. Preda o predatore? Era in pericolo?
Si sentiva tranquilla, così decise di restare lì ad aspettare: se fosse stata una preda prima o poi si sarebbe mossa, se fosse stata un predatore avrebbe sempre avuto il tempo di scappare. La casa degli umani era vicina, le sarebbero stati sufficienti pochi secondi per essere al sicuro. Poteva rischiare.
Tutto però restò immobile e silenzioso.
***
Il lupo e la gatta persero la pazienza nello stesso momento e uscirono allo scoperto: in pochi istanti si trovarono faccia a faccia.
Il lupo guardò quella gattina: avrebbe potuto mangiarla, ma stranamente aveva solo voglia di leccarla.
La gatta guardò il lupo tanto più grande di lei e non ne ebbe paura: sembrava buono e caldo, voleva accoccolarsi contro di lui.
La gatta era piuttosto impertinente, così fece proprio quello che voleva: strisciò il suo musetto contro quello del lupo, come in uno strano bacio, e poi fece le fusa contro le sue gambe. Il lupo, forse un po’ stupito, si accucciò e così la gatta riuscì a strofinarsi sul suo fianco fino a trovare una posizione comoda, poi si addormentò.
Il lupo rimase a guardarla per un po’, poi avvolse la sua coda intorno alla gatta per tenerla al caldo e riposò anche lui.