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La Gatta e il Lupo - Capitolo 4

Written by La Gatta on . Posted in Storie.

È notte fonda, ma non riesco proprio a dormire. Mi giro nel letto, cambio posizione, mi copro, mi scopro, accendo la luce, la spengo… niente, sono inquieta. Se continuo così domani sarò uno straccio, stanca e senza energie, e questo non va affatto bene: devo essere in forma e portare a compimento le mille cose della mia lista.

Questa serata mi ha davvero provata, l’incontro con il Lupo è stato bellissimo ma destabilizzante. Tutti i miei piani, segreti e non, per il futuro ora sono messi in discussione.
Conoscevo la leggenda come la conoscono tutti qui, ma non mi ero mai chiesta se fosse vera o no. Certo, nella mia vita c’è talmente tanta magia che è impossibile per me archiviare qualsiasi storia come “solo leggenda” o “mito”. Io sono mito, i lupi che stanno dormendo nelle stanze accanto sono leggenda… e siamo tutti decisamente reali.
Comunque non avrei mai, davvero mai, immaginato che quella vecchia storia potesse riguardare me. Qualcun altro sì, qualcuno che non conosco, qualcuno che non vive qui… magari un umano!, ma non me!
Mi metto a sedere, provo a leggere qualcosa di noioso per addormentarmi, ma non riesco a concentrarmi sulla lettura, continuo a pensare, a rivivere nella mia mente gli avvenimenti di poche ore fa.

Mi chiedo se il Lupo stia dormendo o se sia agitato come me. Secondo me è sveglio, ha percepito quello che provo e le mie emozioni gli impediscono di riposare. Se la leggenda è vera il nostro è un legame a doppio filo: io sento lui e lui sente me. Senza possibilità alcuna di escluderci a vicenda. Senza possibilità alcuna di scegliere.

Non mi piace essere costretta a fare qualcosa, però stavolta è diverso: lui è calore, è casa, è protezione, è benessere. Non ho motivo per oppormi, sarebbe solo un volermi intestardire a tornare in una situazione in cui non stavo bene come sto ora. Sarebbe dannoso per me stessa. Sarebbe sciocco e anche un po’ assurdo.

Basta! Mi alzo, mi trasformo e salto giù dalla finestra. Vado a fare una corsetta nel bosco, magari mi stancherò e rilasserò abbastanza da riuscire a sprofondare in un bel sonno rigenerante.

***

Sono fuori da un’ora e ho corso per circa 40 chilometri. Penso sia ora di tornare a casa.

Entro come sono uscita, dalla finestra, e sento immediatamente una presenza in camera: Lupo! Accidenti, cosa ci fa qui?

È comodamente steso sul mio letto, pantaloni della tuta e petto nudo. Quanto è bello!

Mi siedo sul davanzale e inclino la testa guardandolo: pretendo delle spiegazioni!

Sono stata silenziosa, ma ovviamente lui mi ha vista e ha capito la mia tacita domanda, così mi guarda a sua volta e risponde, semplicemente, che mi stava aspettando.

Ha sentito che qualcosa non andava e ha anche avvertito la mia assenza, ma era certo che sarei tornata.

Anche lui si chiede quale strano incanto ci sia tra di noi, sembra che non conosca la leggenda, però non è ostile: gli piace la mia compagnia, non gli importa più di tanto perché tra di noi sia tutto così strano. Vorrebbe capire, ma intanto accetta la situazione per quel che è. 

Mi piace il suo atteggiamento aperto: non rifiuta ciò che non conosce o comprende, vorrebbe solo saperne di più.

Ci penso un attimo, poi decido di approfittarne: visto che è qui e sembra così caldo e disponibile… salto sul letto e mi accoccolo sulle sue gambe. Lui mi accarezza la schiena e la testa… che meraviglia! 

Lupo, per essere uno dei predatori più temuti sei davvero dolcissimo!

Mi risponde che sono io a renderlo così dolce. Mi risponde… ma in questo momento io sono un gatto, non ho parlato, ho solo pensato! Lo guardo perplessa e di nuovo risponde come se stessimo conversando normalmente. Sorride e dice che mi legge il pensiero. Chissà se scherza o è serio. 

Poco importa, io qui sto bene e le sue coccole mi fanno rilassare tantissimo. Resto acciambellata su di lui a godermi le carezze e piano piano mi addormento.

 

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