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La Gatta e il Lupo - Capitolo 5

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Foto bosco creata da bearfotos - it.freepik.com

La luce del sole che entra dalla finestra mi infastidisce e mi costringe a nascondere gli occhi sotto la zampa per cercare di dormire un altro po’, ormai però sono cosciente e non posso fare altro che sbuffare e tirarmi su.
Peccato, avrei preferito restare a sonnecchiare su questo morbido cuscino!

Un attimo: perché “morbido cuscino”? Dov’è il mio Lupo?

Ecco, ora sono decisamente del tutto sveglia! Torno nella mia forma umana, mi vesto sportiva in vista della giornata che mi attende ed eccomi pronta per andare in esplorazione.
Ho la mano sulla maniglia quando mi viene un’idea… voglio mettere ancora alla prova la leggenda. Lascio la porta, chiudo gli occhi e mi concentro, penso al mio Lupo, visualizzo nella mia mente il suo viso, sento il suo odore… dove sei?

Resto in attesa, passano alcuni istanti in silenzio e sto per rinunciare quando sento distintamente la sua voce nella mia testa: “Sono in cucina, la colazione è pronta! Vieni?”.

Lo speravo, ma scoprire che è vero, che posso comunicare con lui in questo modo, mi entusiasma tantissimo! Smorzo un urletto e saltello un po’ per la stanza prima di calmarmi, darmi un contegno e andare in cucina fingendo la più banale delle normalità!

Entrando lo vedo di schiena -che schiena!- che armeggia vicino ai miei fornelli. Mi prendo un momento per osservarlo: la luce che entra dalla finestra di fronte a lui lo pone in controluce, mi appare contornato da un’aura eterea che lo rende quasi mistico, una visione… mi incanta. Come posso essere così presa da questo Lupo di cui a stento conosco il nome? Come può affascinarmi tanto? Come posso fidarmi talmente da dormire con lui?
Ma ecco che si gira e mi sorride e tutti i miei dubbi e i miei timori svaniscono. Non li ricordo neanche più. 

Ci diamo il buongiorno e ci lanciamo sulle bontà che ha preparato. Non penso ci fosse tutto questo nella mia dispensa, deve essersi procurato più di qualcosa. Che gentile! Ha cucinato di tutto: crepe al cioccolato e alla marmellata, uova con il bacon, caffè, latte al cioccolato… addirittura un enorme banana split! Condividiamo?

Non fa parola del modo in cui abbiamo comunicato, non mi guarda in modo strano, non sembra stupito né spaventato… beh, meglio così!

Ad un tratto mi rendo conto che qualcosa non torna: dove sono gli altri lupi?

Neanche il tempo di pensarlo che uno dopo l’altro entrano in cucina: questa stanza non mi era mai sembrata tanto piccola come ora!

Sono tutti simpatici e di buon appetito, apprezzano ogni cosa e mi ringraziano per aver preparato questa ottima colazione: mi basta uno sguardo al mio Lupo per capire che devo mantenere il segreto e quindi accetto i loro ringraziamenti come se nulla fosse.
D’altra parte io ho addirittura barato per averlo a casa mia, non lo giudicherò di certo se lui fa qualcosa di nascosto per me, anzi, mi lusinga!

***

Dopo la nostra lauta colazione condivisa e la conseguente conversazione posso dire che io e i lupi siamo amici: sono tipi divertenti e simpatici, è piacevole stare in loro compagnia. Poi ovviamente c’è il mio Lupo, ma questo è un altro discorso.
Usciamo tutti insieme e faccio strada verso il bosco: il programma di oggi prevede diverse attività sportive durante tutta la giornata e un bel pic nic, sarà sicuramente divertente!
Tra gli alberi ci sono diverse radure che abbiamo allestito per i tornei, abbiamo un campo di pallavolo, uno di calcio, uno per il tiro con l’arco; ci sono poi dei percorsi per le gare di velocità e resistenza: alcuni aerei con passerelle e funi tra i rami e uno terrestre segnalato da bellissime bandierine nere e gialle posizionate nei punti strategici del sottobosco.

Poco distante dal villaggio, dopo appena poche file di alberi, c’è invece lo spazio aperto più grande che è stato adibito come fosse un festival: ci sono banchetti molto graziosi per servirsi di bibite fresche, di vari tipi di panini, di frutta, di dolci. È qui che si svolgerà il pic nic.

Per prima cosa sistemiamo la coperta che ho portato vicino al mio albero preferito, un grande leccio frondoso: quando sarà ora di pranzo saremo all’ombra ma non del tutto, così potremo godere di una temperatura perfetta!
Siamo arrivati piuttosto presto quindi oltre a noi ci sono pochi altri mutaforma e i tornei non sono ancora iniziati, ne approfitto per dare ai miei ospiti tutte le informazioni sulle attività di oggi: in fondo, nonostante le stranezze che mi stanno capitando, rientra nei miei compiti guidarli attraverso il programma dell’Evento.

Spiego loro quali sono le gare in programma e che ogni squadra dovrà necessariamente essere composta da mutaforma di specie differenti in modo da non causare attriti che possano rovinare il divertimento.

I miei nuovi amici fanno scelte diverse, così li accompagno nei vari punti di ritrovo e li lascio ai loro divertimenti, il mio Lupo decide di partecipare al torneo di pallavolo e mi chiede se giocherò anche io. Folle! Non lo sa che i gatti sono pigri e solitari? Mi piace correre quando ne ho voglia, ma uno sport di squadra non è per me! Gli dico che la pallavolo non è nelle mie corde e che comunque devo aiutare con il pic nic, ma tornerò a fare il tifo quando le partite saranno iniziate, poi mi allontano. Mi sembra deluso e d’improvviso mi sento triste, ma ho davvero degli impegni da rispettare, non posso fermarmi adesso.
Corro a fare quel che devo con in mente il solo obiettivo di fare più in fretta possibile per tornare da lui.

La mattina scorre in fretta e i tornei iniziano poco prima dell’ora di pranzo. Ho tenuto sotto controllo la situazione e so che tutti i lupi se la stanno cavando benissimo, ma il mio Lupo è decisamente il migliore: chi l’avrebbe mai detto che sapesse saltare così in alto?!

A volte tendiamo a dimenticare che in noi c’è qualcosa di più della nostra controparte animale: ci influenza, ma la nostra parte umana può comunque avere o sviluppare capacità che non sono tipiche della nostra specie.

Ed ecco che capita di vedere un lupo saltare in alto più di un canguro!

La Gatta

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