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La Gatta e il Lupo - Capitolo 6

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La prima parte dei tornei si è conclusa, è finalmente ora del picnic! Sto fremendo per l’attesa: guardare il mio Lupo giocare a pallavolo e fare il tifo ha consumato tante delle mie energie, ho davvero bisogno di una ricarica! Il fatto che avrò modo di stare seduta su un prato vicino al mio Lupo non influisce affatto sul mio desiderio di iniziare quanto prima questo pranzo…

Torno ai miei doveri prima di distrarmi di nuovo: ho avuto modo durante la colazione di farmi un’idea di quali siano i gusti e le preferenze dei miei ospiti in fatto di cibo, quindi vado a fare rifornimento di tutto quello che potrebbero apprezzare. Ho tutte le intenzioni di ottimizzare il tempo che trascorreremo insieme, non posso rischiare che il mio Lupo passi minuti preziosi a girare tra i chioschetti alla ricerca di qualcosa che lo soddisfi.
Porto tutto sulla coperta e aspetto l’arrivo dei lupi, intanto saluto qualche viso conosciuto, scambio due chiacchiere veloci con alcuni amici impegnati a occuparsi di altri visitatori, rifletto su quale sia il modo migliore per affrontare questa situazione prima che l’Evento finisca… non sono ancora arrivata a una decisione quando li vedo arrivare, in branco come è giusto che sia, sorridenti e allegri tanto da scaldare il cuore. Cuore che perde un colpo quando dietro gli altri vedo apparire il mio Lupo accaldato, muscoloso, radioso e bellissimo.

D’improvviso sento la necessità di chiarire il suo ruolo nella mia vita e il mio nella sua. Non mi sta bene che chiunque possa guardarlo e magari avanzare pretese e che io non possa vantare alcun diritto. Il mio stato d’animo passa da felice a cupo in un istante e leggo sul suo viso che l’ha percepito. Mi sforzo di sorridere agli altri, li faccio accomodare, indico tutto quello che ho portato qui per loro. Mi complimento per le loro performance sportive e li lascio vantare un po’. Poi non riesco più a controllarmi e con una scusa mi allontano facendomi accompagnare da lui.

Mentre ci dirigiamo verso il banchetto delle bibite mi chiede se posso dirgli cosa c’è che non va. Non resisto. Mi volto verso di lui fermandomi e gli dico che è mio. Tu sei mio.

Mi sarei aspettata qualsiasi reazione tranne questa: mi sorride. Mi sorride e risponde che lo sa. E che io sono sua.

Dopo un attimo di stupore finalmente la tensione scivola via e mi rilasso, ma non passa che il tempo di un respiro prima che mi stupisca ancora attirandomi a sé e baciandomi. Qui, nel mezzo della radura, sotto gli occhi di tutti! Oh, beh, ma chi sono io per rifiutare un attimo di felicità? Ricambio il bacio stringendomi forte a lui.

Quando torniamo in questa dimensione sentiamo un silenzio assordante che ci circonda e scopriamo diversi occhi puntati su di noi accompagnati da numerose bocche spalancate. Spero che non si senta in imbarazzo, io sono abituata ai giudizi non richiesti, ma lui forse no.

Sento nella testa la sua voce che dice di non preoccuparmi, che per lui non è un problema. Ottimo! Torniamo al nostro albero senza bibite e tenendoci per mano. Gli altri lupi ci guardano sorridendo e ridacchiando, ma non chiedono nulla. Dopo un po’ anche il resto della radura si sblocca.

Tutto scorre serenamente fino alla ripresa dei tornei. Una volta finiti accompagno i lupi a casa in modo che possano rinfrescarsi e riposare un po’, li ascolto di nuovo vantarsi di quanto le loro prestazioni sportive siano state eccellenti, poi li informo del programma per la serata: talent show! Cosa sapete fare?

Improvvisamente questo branco di lupi chiacchieroni diventa silenzioso e addirittura immobile! Sembrano delle statue molto realistiche!

Li imito e resto zitta e ferma come loro. Chi resiste di più? Ovviamente non c’è partita: nessuno sa essere più paziente di un gatto! Si rendono conto che li sto prendendo in giro e iniziano a ridere, e io con loro. Alla fine vengo a sapere che sono molto sportivi ma poco inclini all’arte e l’idea di un talent show li mette piuttosto in crisi. Nessun problema: spiego loro che non è necessario partecipare, possono tranquillamente godersi lo spettacolo come pubblico. Eppure qualcosa mi fa pensare che almeno uno di questi ragazzi stia mentendo… guardo il mio Lupo e gli chiedo mentalmente se è proprio deciso a tenere nascosta la sua bravura. Mi risponde che se sono disposta a cantare con lui, lui sarà disposto a suonare con me. Lupo dalle mille qualità! 

Ad alta voce poi mi chiede se ho una chitarra. Certo, chi al mondo, pur non sapendo suonare, non conserva una chitarra in casa, nell’eventualità che possa servire? Mi alzo e vado a prenderla. Lo so, sono la regina delle stranezze.

Gli altri lupi ci guardano perplessi ma non troppo, probabilmente si sono resi conto che c’è qualcosa di insolito tra di noi e quindi queste situazioni particolari non bastano più a stupirli.

Lui inizia a suonare una bella canzone d’amore molto famosa. La riconosco subito e quando è il momento unisco la mia voce alla musica. Spalanca gli occhi. Non te l’aspettavi, Lupacchiotto? Anche io sono piena di sorprese!

Cantiamo insieme guardandoci negli occhi e quando la canzone finisce sembra quasi che sia finita una magia. Lupo, troppo spesso mi trasporti in un’altra dimensione. Nella mia testa la sua voce risponde “Anche tu”.

Gli altri applaudono con entusiasmo e ci garantiscono che avremo successo, lui dice che parteciperà a patto che proviamo ancora qualche altra volta. Un perfezionista come me, ottimo!

Finiamo per cantare fino a sera, quasi rischiamo di non arrivare in tempo per il talent show, ma alla fine ce la facciamo.

Non è previsto un vincitore, lo scopo del programma è far divertire, non creare rivalità, ma è innegabile che abbiamo avuto un certo successo!

Come è innegabile che alcune mutaforma presenti abbiano guardato il mio Lupo in un modo che non mi è piaciuto. So che dovrei stare tranquilla, nonostante ci conosciamo da poco il nostro legame è tanto forte da non avere motivo di preoccuparmi, eppure sento la gelosia strisciare sotto la mia pelle, pronta a farmi fare qualcosa che non dovrei. Il mio istinto è in allerta. Prevedo guai.

La Gatta

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