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La Gatta e il Lupo - Capitolo 2

Written by La Gatta on . Posted in Storie.

Mentre attendo l’inizio del discorso di benvenuto passeggio per la piazza guardandomi intorno. Saluto alcuni amici, incontro mutaforma conosciuti durante l’Evento precedente, osservo facce nuove.

All’improvviso mi sento elettrizzata, il mio sesto senso da gatto è in allerta e questo mi preoccupa. Mi piacciono questi incontri, ma la sensazione che sto provando è strana e inaspettata. Mi fermo e osservo ciò che mi circonda cercando di non farmi notare troppo. Non mi sembra ci sia nulla di anomalo, vedo solo mutaforma intenti a scambiarsi chiacchiere e saluti. Niente di insolito… ecco! È quel lupo che mi agita: mi guarda restando immobile, ha lo sguardo concentrato su di me e sembra intento ad ascoltare qualcosa… cosa?

Lo fisso anche io inclinando la testa, non sono spaventata ma sono molto curiosa. È un bel tipo quel lupo, mi piace! Beh, ci siamo studiati a sufficienza: ora vado a chiedergli perché mi sta guardando!

Mi avvio nella sua direzione ma ecco che inizia il discorso: tutti si accalcano e resto bloccata.

Sbircio di lato e vedo che anche il lupo mi osserva, allora mi giro apertamente verso di lui e mimo con le labbra “a dopo”. Vedo lo stupore sul suo viso, ma poi mi sorride e torna a concentrarsi sul discorso.

***

Mai discorso di benvenuto fu più lungo! Non finiva, accidenti, non finiva più! Per fortuna qualcuno ha poi avuto il buonsenso di eliminare il problema avvisando che il banchetto è pronto: 3 secondi e la piazza era vuota!

Anche io sto andando verso la nostra sala ricevimenti quando percepisco un movimento di lato, un po’ dietro di me, fuori dal mio campo visivo. Non è un pericolo, ne sono certa, anzi mi sento incredibilmente al sicuro, più di quanto mi sia mai sentita in questo villaggio che mi sta tanto stretto. Mi fermo e aspetto.

Ed ecco che appare lui, il bel lupo di prima, mi chiede se lo stavo aspettando. Certo: voglio sapere perché mi fissava. Non vorrei però farlo scappare con i miei modi troppo diretti: la maggior parte dei mutaforma ha alcuni aspetti della propria forma animale anche nel carattere. Lui è un lupo, un predatore con pochi rivali, potrebbe non apprezzare che una gattina come me non abbia affatto timore di lui. 

Voglio prima farmi conoscere: se mi apprezzerà mi accetterà come sono.

 

Cerco quindi di indirizzare la nostra conversazione su argomenti non spinosi: come è stato il viaggio, come si vive da queste parti, come si vive dalle sue parti… banalità, insomma!

Manca solo “che bella giornata” e poi avremo concluso i cliché delle conversazioni imbarazzanti! 

Parlando abbiamo camminato e ora siamo davanti all’ingresso del salone. Non so ancora come si chiama e non mi va di lasciarlo andare: mi piace la sua compagnia, voglio stare con lui. Mi viene in mente che c’è qualcosa di fondamentale a cui non ho pensato finora, così chiedo se sa già dove alloggeranno. Non lo sa. Ottimo.

Chi crede al destino? Io no: il destino ce lo costruiamo, quindi devo andare a orchestrare il mio!

Ciao Lupo, buon pranzo! Ci vediamo dopo!

Non gli do il tempo di rispondermi e scappo via.

 

Vado verso casa: se qualcuno mi chiederà come mai non sono al banchetto dirò che ho dimenticato il cellulare o qualsiasi altra cosa a casa.
Entro, mi spoglio e mi trasformo, come gatto sono piccola e silenziosa, e dato che devo fare qualcosa che non si fa questo mi tornerà utile.

Resta il problema dell’odore: in un villaggio pieno di mutaforma che sono principalmente predatori dall’olfatto sviluppato non è cosa da sottovalutare, ma ho un piccolo segreto che nessuno sa che mi permetterà di nascondere anche il mio odore.

Così, cercando di non farmi vedere, corro nella casa comune. È qui che gestiamo tutte le faccende del villaggio, votando democraticamente praticamente su tutto. Ed è su un computer qui dentro che si trovano le assegnazioni degli alloggi: essendo un luogo chiuso in cui non sono ammessi turisti ovviamente non abbiamo alberghi, per cui le delegazioni saranno ospiti nelle nostre case. Ognuno di noi mette a disposizione quel che può. Normalmente non me ne interesso: mi fa piacere fare amicizia con chiunque e non ho pregiudizi verso nessun tipo di mutaforma, ma questa volta voglio proprio diventare la migliore amica di un certo lupo… per fortuna le mie zampe sono abbastanza piccole da poter usare la tastiera e fare qualche cambiamento nelle assegnazioni anche senza trasformarmi. 

Perfetto! Il bel lupo nelle prossime notti dormirà sotto il mio stesso tetto!

Soddisfatta come un gatto che ha catturato un topolino (o in questo caso un lupacchiotto!) rientro di nascosto in casa, torno umana, mi rivesto e come se nulla fosse vado finalmente a mangiare.

 

La Gatta

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